Il kit che serve

Non serve un laboratorio. Con pochi euro metti insieme un kit da campo che risolve la maggior parte dei riconoscimenti:

  • una lente d'ingrandimento 10x per osservare piccoli cristalli e superfici;
  • una piastrella di porcellana non smaltata (va bene il retro di una piastrella da bagno) per la prova dello striscio;
  • un chiodo d'acciaio o un coltellino, un pezzo di vetro e una moneta di rame per stimare la durezza;
  • una piccola calamita e, se vuoi, qualche goccia di aceto.

1. Il colore: utile, ma spesso ingannevole

Il colore è la prima cosa che notiamo e la meno affidabile. Molti minerali devono il loro colore a minime impurità: il quarzo può essere incolore, bianco, rosa, viola (ametista), giallo (citrino) o bruno (affumicato). Al contrario, alcuni minerali hanno sempre lo stesso colore, come il verde della malachite o il blu dell'azzurrite. Usa il colore come indizio, mai come risposta.

2. Lo striscio: il vero colore della polvere

Strofina il minerale sulla porcellana non smaltata e guarda il colore della traccia che lascia. Lo striscio è molto più costante del colore del campione. L'esempio classico è l'ematite: può sembrare nera o argentea, ma il suo striscio è sempre bruno-rossastro. La pirite, dorata all'esterno, lascia uno striscio nero verdastro. I minerali più duri della piastrella (circa 7 sulla scala di Mohs) non lasciano striscio: sono loro a graffiare la porcellana.

3. La lucentezza: come la superficie riflette la luce

La lucentezza descrive come la luce si riflette su una superficie fresca. La prima distinzione è tra metallica (come un pezzo di metallo: pirite, galena) e non metallica. Le lucentezze non metalliche hanno nomi precisi:

  • vitrea, come il vetro (quarzo, la maggior parte delle gemme);
  • perlacea, come l'interno di una conchiglia (talco, alcune miche);
  • sericea, fatta di fibre sottili (gesso fibroso);
  • grassa o resinosa (nefelina, sfalerite);
  • adamantina, brillantissima (diamante, zircone);
  • terrosa od opaca, senza riflessi (caolinite, limonite).

4. La durezza: chi graffia chi

La durezza è la resistenza di un minerale alla scalfittura e si misura con la scala di Mohs, da 1 (talco) a 10 (diamante). Sul campo si confronta il campione con oggetti comuni: l'unghia vale circa 2,5, una moneta di rame circa 3,5, il vetro e la lama d'acciaio circa 5,5. Se il minerale graffia il vetro è più duro di 5,5; se l'unghia lo graffia è più tenero di 2,5. Spieghiamo il metodo passo passo nella guida alla scala di durezza di Mohs.

5. Sfaldatura e frattura: come si rompe

Quando un minerale si rompe lungo piani piatti e lucenti presenta sfaldatura, conseguenza diretta della sua struttura atomica. Le miche si dividono in fogli sottili (una direzione), l'halite si rompe in cubetti (tre direzioni a 90°), la calcite in romboedri (tre direzioni non a 90°). I minerali senza sfaldatura mostrano una frattura: quarzo e ossidiana hanno una frattura concoide, curva come l'interno di una conchiglia.

6. La densità: senti il peso

Prendi in mano due pezzi della stessa grandezza: la differenza di peso spesso sorprende. Il quarzo ha un peso specifico di circa 2,65, la barite circa 4,5 e la galena circa 7,5. Un campione che sembra "troppo pesante per la sua grandezza" fa pensare a minerali metalliferi come galena, barite o magnetite.

7. Forma dei cristalli e abito

Quando i cristalli sono ben formati, la loro geometria è un indizio prezioso. Pirite, fluorite e halite formano spesso cubi; il quarzo cresce in prismi esagonali con la punta; il granato forma dodecaedri arrotondati; la tormalina lunghi prismi a sezione triangolare arrotondata. Conta anche l'abito: aghi, fibre, lamine, masse mammellonari come grappoli d'uva (malachite, ematite).

Prove speciali

  • Magnetismo: la magnetite viene attratta da una normale calamita.
  • Reazione all'acido: la calcite effervesce con acido cloridrico diluito; a casa qualche goccia di aceto dà una reazione più debole ma visibile sulla calcite in polvere.
  • Fluorescenza: alcune fluoriti e calciti si illuminano sotto la luce ultravioletta.

Non assaggiare né leccare mai minerali sconosciuti: alcuni contengono elementi tossici come arsenico, piombo o mercurio. Lavati le mani dopo aver maneggiato i campioni.

Mettere tutto insieme: oro o "oro degli sciocchi"?

Una sola prova raramente basta, ma tre o quattro insieme di solito sì. Ecco come distinguere tre minerali dorati che vengono spesso confusi:

ProvaOroPiriteCalcopirite
Strisciogiallo oronero verdastronero verdastro
Durezza (Mohs)2,5–36–6,53,5–4
Peso specificocirca 19circa 5circa 4,2
Comportamentomalleabile, si piegafragile, spesso in cubifragile, spesso con patina iridescente

Come ti aiuta GeoCrystal

Con GeoCrystal puoi fotografare un campione e ottenere l'elenco dei minerali più probabili, ciascuno con la sua probabilità e il collegamento alla scheda. La scheda riporta proprio le proprietà descritte qui (striscio, lucentezza, durezza, sfaldatura, densità, sistema cristallino), così puoi confermare il suggerimento con le tue prove. L'app include anche una guida pratica al test di durezza di Mohs e ti permette di catalogare i tuoi campioni con foto, luogo e note.

Domande frequenti

Una foto è un buon punto di partenza e app come GeoCrystal possono suggerire i minerali più probabili. Molti minerali però si somigliano, quindi conferma il risultato con prove semplici come striscio, durezza e lucentezza.

Lo striscio e la durezza. Sono economiche, veloci e molto più affidabili del colore, che cambia con le impurità.

Perché molti minerali sono colorati da minime quantità di impurità. Il quarzo, per esempio, può essere incolore, rosa, viola, giallo o bruno.